31 gennaio 2022

Filtro Antiparticolato: Cosa Fare Quando si Accende la Spia corrispondente

Scopri cosa fare quando si accende la spia del FAP.

A volte può succedere che sul cruscotto della nostra automobile si accenda la spia che indica il filtro antiparticolato (FAP).
Per comprendere quale sia il comportamento da adottare in questa situazione è necessario, prima di tutto, sapere che questo apposito filtro ha il compito di evitare che il particolato prodotto a seguito della combustione e contenuto in alte concentrazioni nei gas di scarico venga immesso in atmosfera.

Il FAP è costantemente monitorato dai sensori dell'automobile. Questi infatti ne misurano la differenza di pressione prodotta dal processo di filtrazione dei gas. Quando questa differenza diventa eccessiva, la centralina interviene dando inizio al processo atto a pulire il filtro, ovvero la rigenerazione. Tuttavia, quando il suddetto processo non va a buon fine o non viene svolto efficientemente, l'apposita spia sul cruscotto si illumina per consentire al guidatore di rendersi conto del problema. Ma vediamo più nel dettaglio che cos'è il filtro antiparticolato.

Che cos'è il FAP e come funziona la sua rigenerazione

Il FAP, come accennato poc'anzi, è quel particolare elemento che permette la filtrazione dei gas di scarico prodotti dalle vetture alimentate a gasolio, quindi è legato alle sole auto diesel. Troviamo questo filtro già installato su alcune auto appartenenti alla categoria Euro 4, ma soltanto sulle vetture Euro 5 è diventato praticamente obbligatorio, in quanto le regole sull'abbattimento delle polveri sottili si sono fatte via via sempre più stringenti. Ma com'è fatto il filtro antiparticolato?

Apparentemente il DPF, acronimo di Diesel Particulate Filter, assomiglia in tutto e per tutto ad un classico catalizzatore. Questo è costituito da un unico componente in ceramica forato in maniera tale da permettere il corretto flusso di gas di scarico. Tuttavia, diversamente dal catalizzatore, questi fori o canalini sono bloccati ad un'estremità. In tal modo i gas possono superare la porosità del materiale, ma il particolato rimarrà intrappolato.

Quando l'accumulo di polveri arriva ad un livello stabilito dalla casa produttrice, viene avviato dalla centralina il processo di rigenerazione. Vediamo quindi come avviene questo processo. La rigenerazione è in sostanza il processo che permette di bruciare le polveri di particolato trattenute. Queste verranno così carbonizzate, generando CO2 e ossido di carbonio. Per permettere tale trasformazione è necessario portare il FAP a temperature che superino i 600 gradi centigradi.

Per dare modo a questo filtro di raggiungere tali temperature, in principio viene ritardata l'iniezione del diesel in camera di combustione. In questa maniera si innalzerà automaticamente la temperatura dei gas emessi dal motore, che a loro volta surriscalderanno il catalizzatore posto prima del DPF. Per accelerare l'intero processo, vengono attivati dispositivi che assorbono un buon quantitativo di elettricità, come le resistenze che compongono il lunotto termico della vettura. Così verrà incrementato il lavoro che l'alternatore deve effettuare e, di conseguenza, lo sforzo necessario al motore stesso.

Quando il catalizzatore raggiunge una temperatura sufficiente per dare il via alla combustione del diesel, viene attivato il sistema di post-iniezione durante la fase di scarico. Così facendo, il diesel potrà raggiungere il FAP e bruciare, producendo ulteriore calore all'interno del filtro antiparticolato. Quando la temperatura sarà sufficientemente alta, inizierà la vera e propria combustione delle polveri di particolato.

Per affrontare questo argomento più nello specifico, leggi l'articolo Cos'è il Filtro Antiparticolato.

Quanto tempo occorre per completare la rigenerazione

La rigenerazione rappresenta un processo del quale non dovremmo nemmeno accorgerci. Tuttavia, in particolari condizioni, questa può andare incontro ad alcune difficoltà che ne inficiano il completamento.

Un fattore che influenza tale espletazione è la percorrenza di tutti quei tragitti troppo brevi che non danno il tempo necessario al FAP di raggiungere la temperatura necessaria, che in base al modello di autovettura e al suo utilizzo può impiegare anche 20 minuti. Quando si utilizza la macchina per viaggiare sulle autostrade non si incorrerà in particolari problemi, proprio perché la temperatura del gas prodotto è elevata e può facilmente raggiungere 400 gradi o più.

In questo modo il processo di rigenerazione sarà più rapido, poiché il raggiungimento di temperature elevate da parte del FAP sarà più agevole. Diversamente, quando si percorrono tratte cittadine, il motore lavorerà a regimi minimi, per cui l'impianto dedicato alla rigenerazione sarà decisamente più fresco e difficilmente supererà i 150 gradi. Per questo motivo saranno necessari tempi maggiori per permettere al filtro di arrivare a temperature tali da consentire la combustione delle polveri di particolato.

Continuando poi ad utilizzare la macchina esclusivamente su brevi tratte e a velocità ridotte, la rigenerazione viene attivata senza però compiersi mai. Quando verrà raggiunto un numero di fallimenti deciso dalla casa produttrice, si illuminerà una spia sul quadro strumenti, la quale ci indicherà di proseguire la marcia fino a quando il processo avrà modo di completarsi. Qualora ignorassimo tale avvertimento, sarà necessario recarsi in officina per attivare il processo detto di rigenerazione forzata, attivabile solamente attraverso il sistema di diagnosi dell'automobile. Arrivati a questo punto, e avendo compreso che cos'è esattamente il FAP, quali sono il suo ruolo ed il suo funzionamento, possiamo iniziare a capire come bisogna comportarsi quando la spia relativa a questo filtro si accende.

Spia FAP accesa: cosa fare e come comportarsi



Quando questa spia si accende, è fortemente consigliato proseguire la marcia affinché si creino le condizioni necessarie per portare a termine l'intero ciclo di rigenerazione del filtro antiparticolato. Per fare ciò, dovremo viaggiare mantenendo il motore ad un regime costante di 2500/3000 giri.

Per farlo sarà sufficiente imboccare una strada che sia extraurbana e scegliere un rapporto utile per permettere un tale numero di giri senza oltrepassare il limite di velocità imposto. Così facendo, la centralina potrà aumentare la quantità di gasolio immesso in camera di combustione per permettere l'aumento della temperatura del FAP. Generalmente, infatti, quando questa spia si illumina, non vi sarà la necessità di allarmarsi eccessivamente.

È un discorso diverso quando contemporaneamente alla spia del FAP si accende anche quella che indica un'avaria al motore, soprattutto se accompagnata da un netto abbassamento delle prestazioni dell'auto. Questa circostanza ci avverte del fatto che le rigenerazioni non sono andate a buon fine, per cui è necessario recarsi in officina per effettuare la rigenerazione forzata alla quale abbiamo accennato nel paragrafo precedente.

Qualora non si intervenisse in tempi ragionevoli, il problema potrebbe aggravarsi ulteriormente, richiedendo una revisione del FAP. In questo caso l'officina procederà alla rimozione del filtro affidandolo successivamente ad un'azienda specializzata che lo aprirà, lo rigenererà e certificherà l'intera operazione. Così facendo, il FAP tornerà ad un'efficienza che si avvicina al 100%.

Riparazione e sostituzione del FAP: quanto costa?

Quando si presenta la necessità di andare a sostituire questo filtro, bisogna prepararsi a sborsare una somma piuttosto elevata. Infatti la sua sostituzione può venirci a costare circa 1500 euro, ma la spesa è variabile in base al modello del veicolo.

Qualora sia necessaria la sola revisione del FAP, questa sarà pari a circa un terzo del costo della sostituzione, quindi si aggirerà attorno ai 500 euro. Infine, quando si ha il bisogno della sola rigenerazione forzata, il costo si riduce. Questo dipenderà dall'officina che effettuerà l'operazione, ma il prezzo medio non supera la somma di 150 euro. Nelle automobili diesel più moderne, il FAP è spesso integrato e compreso in altri sistemi che possono essere più o meno complessi a seconda dell'automobile.

In questo modo è possibile rispettare le normative anti-inquinamento disposte dai vari Paesi. In questo caso la spia dedicata al FAP non è sempre specifica e può comprendere problemi all'intero sistema di filtraggio dei gas di scarico. In più, troveremo spie differenti per indicare le diverse problematiche che possono presentarsi.

Come capire quando il FAP è intasato

La comparsa della spia relativa al FAP sul quadro strumenti della macchia è solamente una delle indicazioni che possono aiutarci a capire quando il filtro antiparticolato risulta intasato. Un'ulteriore indicazione può giungerci direttamente dal motore dell'automobile, che infatti perderà parte delle sue prestazioni originarie, apportando dei cambiamenti alla guida. Questa riduzione di potenza, infatti, può derivare da un sistema di autoprotezione elettronico.

Non rimuovere il FAP

È necessario sottolineare che la rimozione del FAP non è legale. Questa pratica comporterà infatti il rischio di essere multati, senza contare che si andrà a commettere un reato di tipo ambientale.

Per questo motivo, qualora si venisse sorpresi, oltre alla contravvenzione verrà ritirato anche il libretto di circolazione del veicolo. Per riaverlo saranno obbligatori il ripristino dell'originalità dell'automobile e l'effettuazione di un collaudo presso la motorizzazione civile.

Così come i guidatori, anche le officine che effettuano queste operazioni contro la legge verranno sottoposte a sanzioni non trascurabili, che possono sfociare anche in ambito penale. Per questo motivo la scelta migliore sarà quella di lasciare il FAP montato sull'automobile e affidarsi alle officine quando sarà necessario trattare le problematiche relative alla spia del filtro antiparticolato.

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