Bollo auto per veicoli ibridi ed elettrici: regole, costi ed esenzioni

Capire come funziona il bollo auto per i veicoli elettrici e ibridi è fondamentale per valutare il costo reale di utilizzo di un’auto. Nell’attuale contesto di transizione verso una mobilità più sostenibile, la normativa italiana prevede regimi fiscali agevolati che possono ridurre, o addirittura azzerare, l’importo annuale del bollo, soprattutto per le auto a zero emissioni.
Tuttavia, le regole non sono uguali per tutti: le agevolazioni variano in base alla tecnologia del veicolo e alla regione, rendendo necessario un quadro chiaro delle differenze tra auto elettriche e ibride.
Sommario
Cosa cambia nel pagamento del bollo delle auto elettriche ed ibride
Il bollo auto applicato ai veicoli elettrici e ibridi funziona in modo diverso rispetto a quello previsto per le auto tradizionali a benzina o diesel:
- le auto elettriche a zero emissioni beneficiano di agevolazioni fiscali rilevanti, che nella maggior parte dei casi si traducono in un’esenzione totale dal pagamento del bollo per un certo numero di anni o, in alcune regioni, per tutta la durata del veicolo;
- per le auto ibride il calcolo del bollo si basa quasi sempre sulla potenza del motore termico, mentre le agevolazioni dipendono fortemente dalle decisioni delle singole amministrazioni regionali.
È importante ricordare, inoltre, che in alcune formule di mobilità alternativa, come il noleggio a lungo termine, il bollo auto non viene gestito direttamente dall’utilizzatore. In questi casi il pagamento è generalmente a carico della società di noleggio e il costo è incluso nel canone mensile, evitando al cliente scadenze, calcoli e adempimenti burocratici.
Bollo per le auto elettriche: come funziona
Le auto completamente elettriche (BEV – Battery Electric Vehicle), caratterizzate da emissioni locali pari a zero, godono del trattamento fiscale più favorevole in assoluto. La normativa nazionale stabilisce il principio dell’agevolazione, ma sono le regioni a definire nel dettaglio durata e modalità dell’esenzione, introducendo eventuali condizioni aggiuntive.
Durante il periodo di esenzione il proprietario non è tenuto ad alcun versamento annuale. Questa misura ha l’obiettivo di rendere più accessibile l’acquisto di veicoli elettrici, che presentano ancora un prezzo medio più elevato rispetto ai modelli con motore termico, e di favorire il rinnovo del parco auto con mezzi a ridotto impatto ambientale.
Esenzione bollo auto elettriche: chi ne ha diritto
L’esenzione dal bollo per le auto elettriche è generalmente collegata alla prima immatricolazione del veicolo. Nella maggior parte dei casi il beneficio viene riconosciuto in modo automatico, poiché i sistemi regionali identificano l’alimentazione elettrica tramite i dati registrati al PRA (Pubblico Registro Automobilistico).
In genere non è necessario presentare domande specifiche, ma alcune regioni possono prevedere verifiche o requisiti particolari, ad esempio in presenza di agevolazioni aggiuntive. Per questo motivo è sempre consigliabile controllare le indicazioni fornite dal portale tributi della propria regione.
Esenzione nelle diverse regioni
In Italia non esiste una regola unica. Le situazioni più comuni sono tre:
- esenzione per 5 anni: adottata, ad esempio, da regioni come Veneto e Toscana, dove il bollo non si paga per i primi cinque anni dalla prima immatricolazione;
- esenzione permanente: in Lombardia le auto elettriche sono esenti a vita, in Piemonte l'esenzione è permanente solo per i modelli con potenza non superiore a 100 kW, oltre i quali si applica la tassazione ordinaria dopo i primi cinque anni;
- regimi speciali: alcune regioni collegano l’esenzione a requisiti aggiuntivi, come il reddito del proprietario o la rottamazione di un veicolo particolarmente inquinante.
Quando si ricomincia a pagare il bollo
Se l’esenzione ha una durata limitata, al termine del periodo agevolato (ad esempio dal sesto anno) il proprietario deve iniziare a pagare il bollo. Tuttavia, nella maggior parte delle regioni l’importo è ridotto, spesso con uno sconto del 75% rispetto alla tariffa applicata a un’auto a benzina di pari potenza.
Come calcolare il bollo per le auto ibride
Per le auto ibride (Mild Hybrid, Full Hybrid e Plug-in Hybrid) il meccanismo è diverso e generalmente meno vantaggioso rispetto alle elettriche pure. Il bollo viene calcolato solo sulla potenza del motore termico, indicata sulla carta di circolazione nel campo P.2. La parte elettrica del sistema ibrido non viene tassata.
Una volta individuati i kW del motore a combustione, l’importo si ottiene applicando la tariffa regionale per kW, che può variare in base alla classe ambientale (di solito Euro 6).
Esenzioni e riduzioni per le auto ibride
A differenza delle elettriche pure, le ibride raramente godono di esenzioni permanenti. Le agevolazioni più comuni includono:
- esenzione per 3 o 5 anni: alcune regioni offrono la gratuità per i primi anni, ma spesso limitandola ai modelli Plug-in con emissioni di CO2 inferiori a 60 g/km immatricolati nel 2025 o 2026;
- sconti sulla tariffa: riduzioni percentuali fisse applicate per un periodo limitato.
Differenze regionali nell'applicazione
In alcuni casi, come in Campania, sono previste esenzioni temporanee per chi rottama un’auto Euro 0–4, mentre altre regioni equiparano le ibride alle auto a benzina, senza particolari sconti.
Per questo motivo è sempre fondamentale consultare il sito dell’ACI o il portale tributi della propria regione per verificare le regole valide nell’anno in corso, soprattutto prima di acquistare un’auto ibrida o elettrica usata.
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